Breaking down cultural barriers
Transposer une culture dans une autre par delà les barrières culturelles
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Saturday, 23 July 2011

Daniel Varoujan - L'ERPICE

Erpice, erpice, appiana le dure zolle,
interra le sementi nel terreno;
il grano e oro, la semente giacino
quando si unisce alla umida terra.

Erpice, stendi le tue ali,
abbraccia le campagne feconde ;
il seme di oggi e il raccolto di domani
quando sparisce sotto la terra soffice.

Erpice, distruggi l'ostacolo ribelle,
chiudi le ferite del vomere ;
la terra e un'onda indomabile
che tu acquieti senza fatica.

Erpice, erpice, appiana le dure solle,
chiudi la bocca dei solchi
dove ogni grano e ambra!
non lasciare che i merli lo prendano.

L'erpice ha erpicato, ha appianato le zolle,
ha livellato i campi infiniti!
Ora i semi si gonfiano sotto la terra
Come i seni delle caprette.

Daniel Varujan
Traduzione di Antonia Arslan

Thursday, 7 July 2011

Daniel Varoujan - I CONTADINI

Sono I contadini del mio villaggio, figli vigorosi della campagna,
con sudori di perla hanno intreciato la corona della natura.
I cuore della terra palpita nel loro petto villoso;
le loro rarghe vene traboccano di sole.

Sotto il loro passo freme l’utero della madre terra;
ma neppure un germoglio calpestano i loro talloni pesanti.
La testa che piegano davanti all’altare santo,
e sempre incoronata di polveri di paglia dorata.

Gioia seminano nei solchi, e Dio
dal solco della loro fronte miete i frutti.
Soli hanno sentito il fluido canto delle linfe.

Che importa se la saliva del bue unge le loro mani,
e l’odore della stalla impregna il loro mantello variopinto –
e nelle loro grandi palme che il seme germina intero.

Daniel Varujan
Traduzione di Antonia Arslan

Monday, 20 June 2011

Daniel Varujan - SULL'ACQUA

Suona la tua chitarra, o mia Melinè,
la luna é sorta, come una ferita, nel mio petto:
il tuo canto assorbe, ecco, come una spugna
le stelle del cielo, le lacrime dei miei occhi.
Dimentichiamo il mondo: sull’acqua, la strada
Scintillante della luna sia la nostra Strada…
Quando incorono la mia testa di grappoli, Melinè,
Perfino il sangue del mio cuore diventa vino.
Lascia che il tuo canto esploda di gioia:
il mare intessuto di luci
col sale dell’abisso consacra I tuoi riccioli,
che la brezza, ecco, ha mescolato alle tue corde.
Lascia che il tuo canto si inebri di sè:
ho versato il vino
nel focoso imbelico di bosso della tua chitarra…
La dea Ashdig è seduta alla prua della nostra nave.

DANIEL VARUJAN
Traduzione di ANTONIA ARSLAN